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Il cinema di Ennio Flaiano

Viterbo 19 - 28 novembre 2002
Rassegna di film presso Cinema Teatro "Genio" Convegno di studi Ridotto del "Teatro Unione"

In collaborazione con Università degli Studi della Tuscia Comune di Viterbo Provincia di Viterbo II Circoscrizione Centro Storico Scuola Nazionale di Cinema /Cineteca Nazionale

 

 

 

 

 

Corsivi, citazioni, epigrammi, aforismi, e poi naturalmente romanzi, racconti, commedie, soggetti e sceneggiature per il cinema, diari di viaggio. E' questo l'Ennio Flaiano, scrittore e uomo di cultura, più conosciuto e consolidato nella fama, il divertito e autoironico osservatore dei rituali del suo ambiente e del suo tempo. Eppure non basta, perché non è possibile parlare in modo compiuto di Flaiano e della sua opera, comprenderne lo spessore e la problematicità, senza sottolineare il suo rapporto prolungato, controverso e originale intrattenuto con il cinema e con gli uomini del cinema: registi, produttori, attori.
Bravissimo e apprezzato sceneggiatore (fondamentale la sua lunga collaborazione artistica con Fellini), Flaiano ha per prima cosa affrontato il cinema come critico: centinaia di recensioni in cui l'autore apparentemente sembra divagare, «parlare d'altro», mentre in realtà parla sempre e rigorosamente di cinema, mettendo in luce, sottolineando tutto quello che c'è di artificiale e menzognero nella routine delle produzioni cinematografiche.

 

Uno sguardo critico e una capacità di analisi ancora oggi attualissimi, che possono essere presi a modello. E' infatti possibile utilizzare ancora oggi gli scritti sul cinema e le recensioni di Flaiano come una testimonianza di qualità e prestigio all'interno del nostro cinema e della nostra cultura: dalle grandi svolte degli anni Quaranta ai compromessi e alle delusioni dell'ultimo dopoguerra, fino ad arrivare alle mode più volgari e ai falsi boom che hanno caratterizzato gran parte degli anni Sessanta.
Ha scritto efficacemente Tullio Kezich: «Leggendo Flaiano sembra di essere all'angolo di una via notturna di Roma, fermi a una tappa dialettica fra il cinema e il caffé, con le voci degli amici che nel fervore della discussione si alzano quasi a livello di litigio ... ». Eppure, tra il fuoco delle battute e i bagliori dell'intelligenza, Flaiano non perde mai il filo di una lucida analisi del fenomeno che ha di fronte. Dunque grande capacità di osservazione, lucide analisi sul cinema e sui film, giudizi precisi e lungimiranti su grandi autori (ad esempio Ingmar Bergman o Billy Wilder), ma anche naturalmente il lavoro professionale per il cinema, sceneggiature quasi sempre segnate da una precisa e personale cifra d'autore.

 

La cosa importante da evidenziare è che Flaiano scrittore non presta al Flaiano sceneggiatore di cinema gli "scarti di cucina" letterari, ma lo incita, piuttosto a spostare lo sguardo sugli angoli meno noti e meno indagati delle città, e Roma prima di tutte: ed ecco allora personaggi smemorati e anomali che si incontrano e perdono di vista fra i bar, i tram notturni e le strade deserte di una metropoli che si riconosce improvvisamente più umana e provinciale. Ma anche gli ambienti più esclusivi, eppure anch'essi segnati da tic e patologie evidenti: dai party letterari de la notte di Michelangelo Antonioni alle riunioni culturali in éasa Steiner per la dolce vita di Federico Fellini.

 

L'iniziativa proposta da Made in Italy, in collaborazione con l'Università della Tuscia e il Comune di Viterbo, intende guardare un po' tutti gli aspetti del rapporto intenso e particolare (fatto di amore e odio) di Ennio Flaiano con il cinema: da una parte il lavoro critico concretizzato per anni con le lunghe collaborazioni a giornali come «Oggi», «Cine Illustrato» e «II Mondo», dall'altra i film da lui scritti come sceneggiatore (una produzione ricchissima e spesso poco nota, che conta circa una sessantina di titoli), nonché i film tratti dai suoi romanzi e racconti.

 

Film della RASSEGNA

 

19 - 28 NOVEMBRE 2002

 

Mercoledì 20 novembre

 

  • Ore 18.30: "La commedia agra" Parigi è sempre Parigi (11951), di Luciano Emmer
  • Ore 20.30 "Dov'è la libertà?" (1953) di Roberto Rossellini

 

Giovedì 21 novembre

 

  • Ore 18.30: "Ritratti di donna" Camilla (1954) di Luciano Emmer
  • Ore 20.30: "Peccato che sia una canaglia" (1954) di Alessandro Blasetti - Edizione restaurata dalla Scuola Nilliollale di Cinema Cineteca Nazionale

 

Martedì 26 novembre

 

  • ore 10.30: "Flaiano & Fellini" I vitelloni (1953) di Federico Fellini
  • ore 18.30: "Il bidone" (1955) di Federico Fellini
  • ore 20.30: "Le notti di Cabiria" (1957) di Federico Fellini

 

Mercoledì 27 novembre

 

  • ore 10.30: "La Roma di Flaiano" Il segno di venere (1955) di Dino Risi
  • ore 18.30: "La romana" (1954) di Luigi Zampa
  • ore 20.30: "Fantasmi a Roma" (1961) di Antonio Pietrangeli

 

Giovedì 28 novembre

 

  • ore 18.30: "Il lavoro intellettuale" La notte (1961) di Michelangelo Antonioni
  • ore 20.30: "Otto e mezzo" (1963) di Federico Fellini

 

COORDINAMENTO LAVORI

 

  • Francesca Petrocchi
  • Franco Montini

 

RELAZIONI

 

  • Nello Ajello
  • Morando Morandini
  • Sergio Pautasso
  • Bruno Torri

 

INTERVENTI

 

  • Andrea Andermann
  • Antonio Bertini
  • Suso Cecchi D'Amico
  • Franco Lefévre
  • Angelo Libertini
  • Elsa Martinelli
  • Mario Monicelli
  • Giuliano Montaldo
  • Leo Pescarolo
  • Diana Rüesch
  • Furio Scarpelli
  • Rossana Patrizia Siclari
  • Franca Valeri