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Verso Sud, parte 17esima edizione. Omaggio a Liliana Cavani. Apre Il Gioellino di Andrea Molaioli

Si aprirà con la proiezione de Il gioiellino di Andrea Molaioli la 17ma edizione di Verso Sud, rassegna del cinema italiano in programma al Deutsches Filmmuseum di Francoforte dal 2 al 12 dicembre prossimi. Organizzato dall'associazione Made in Italy con il sostegno del ministero per i Beni e le Attività culturali - Direzione generale per il cinema e la collaborazione del Consolato generale e dell'Istituto italiano di cultura, il festival propone alcuni dei titoli più interessanti della più recente produzione cinematografica del Belpaese. Oltre al film di Molaioli, che sarà presente a Francoforte per incontrare il pubblico, saranno proiettati L'amore buio di Antonio Capuano, Gorbaciòf di Stefano Incerti, Happy Family di Gabriele Salvatores, Immaturi di Paolo Genovese, Into Paradiso di Paola Randi, La prima cosa bella di Paolo Virzì, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, L'uomo che verrà di Giorgio Diritti e il documentario di Carlo Mazzacurati Sei Venezia. La manifestazione rende inoltre omaggio quest'anno a Liliana Cavani (foto), che accompagnata dal suo fedele sceneggiatore Italo Moscati, sarà a Francoforte il 3 dicembre. La personale della regista si aprirà con Il portiere di notte; gli altri film in programma sono Francesco d'Assisi, Milarepa, Al di là del bene e del male, Interno berlinese, Dove siete? Io sono qui. E nell'anno del 150mo anniversario dell'Unità d'Italia, non potevano mancare due pellicole dedicate alla storia del nostro paese: Noi credevamo di Mario Martone e Passannante di Sergio Colabona.

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Acquisizioni "Made in Italy"

Altri due film selezionati e presentati nelle tournèe organizzate dall'associazione Made in Italy in Germania sono stati acquistati in questi giorni da distributori tedeschi e arriveranno presto sul mercato. Si tratta di Giulia non esce la sera e Generazione 1000 euro (foto). Il primo, diretto da Giuseppe Piccioni è stato acquistato dalla CineGlobal, una società di Monaco, specializzatasi nella distribuzione di film e documentari di qualità, che annuncia l'uscita del film per il prossimo mese di settembre.

A distribuire sul mercato tedesco Generazione 1000 euro di Massimo Venier sarà invece la società Kairos, che ha recentemente siglato il contratto con Rai Trade, che detiene i diritti internazionali del film. Kairos è una delle società tedesche maggiormente interessate alla nostra produzione nazionale ed aveva già distribuito in Germania anche altri film promossi nelle iniziative di Made Italy, fra i quali: Si può fare di Giulio Manfredonia, Cento chiodi di Ermanno Olmi, Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, L'orchestra di piazza Vittorio di Agostino Ferrente.

Le nuove acquisizioni da parte di distributori tedeschi dimostrano, ancora una volta, come la rassegna cinematografica che da tredici anni la Made in Italy organizza in Germania e che ormai tocca oltre una ventina di piazze, comprese tutte le più importanti città, oltre a promuovere il nostro cinema sotto il versante culturale, ne favorisce una significativa diffusione commerciale.

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Cinema!Italia!: "Questione di cuore" vince la tournèe 2010

ROMA - 4 DICEMBRE 2010 - E’ Questione di cuore, la commedia di Francesca Archibugi (foto), il film vincitore della XIII° edizione di Cinema! Italia!, la rassegna organizzata dall’associazione Made in Italy, con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dell’ICE (Istituto per il Commercio Estero) e il supporto dell’Ambasciata d’Italia e degli Istituti Italiani di Cultura in Germania, protrattasi per tre mesi, a partire da settembre, e svoltasi in ventisei città tedesche, comprese tutte le principali metropoli, con la partecipazione in alcune tappe di registi ed attori dei film selezionati. Nel corso delle diverse proiezioni al pubblico è stata consegnata una scheda di votazione in cui gli spettatori potevano esprimere il proprio gradimento sul film visto. In questo modo è stata offerta ai distributori tedeschi anche una concreta opportunità per valutare l’interesse degli spettatori nei confronti dei diversi titoli e Questione di cuore è risultato il film che ha ottenuto i maggiori consensi.

Il momento conclusivo della manifestazione si svolgerà sabato 18 dicembre a Berlino, presso il cinema Babylon, importante e prestigiosa sala d’essai della capitale tedesca. Nel corso di una breve cerimonia, cui seguirà la proiezione di Questione di cuore, a Francesca Archibugi sarà consegnata la targa riservata al film vincitore. Ma il premio più importante per Questione di cuore è la concreta possibilità di una sua uscita commerciale in Germania.

Infatti, proprio in virtù del gradimento ottenuto, la casa di distribuzione Kairos ha già avviato trattative per l’acquisto del film. Oltre a Questione di cuore, la selezione 2010 della tournée di Made in Italy comprendeva altri cinque interessanti film di recente produzione, tutti appositamente sottotitolati in tedesco: Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli; Fortapàsc di Marco Risi; Generazione mille euro di Massimo Venier; Mar Nero di Federico Bondi; L’uomo nero di Sergio Rubini.

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Verso Sud: Ferzan Ozpetek inaugura la 16° edizione

FRANCOFORTE - 4 NOVEMBRE 2010 - Sarà Ferzan Ozpetek ad inaugurare sabato 6 novembre la XVI° edizione di "Verso Sud", il festival del cinema italiano organizzato dall'associazione Made in Italy, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con Cinecittà Luce e il locale Istituto Italiano di Cultura ed in programma al Cine Star Metropolis di Francoforte sul Meno fino a mercoledi 17 novembre. Il regista sarà a Francoforte per presentare e discutere con gli spettatori tedeschi la sua opera più recente: "Mine vaganti". L'omaggio ad Ozpetek propone anche alcuni dei suoi film più significativi: "Il bagno turco", "Harem suarè", "Le fate ignoranti", "La finestra di fronte", "Saturno contro", "Un giorno perfetto".

Il programma di "Verso Sud" è completato da una panoramica sulla più recente produzione italiana, composta da una quindicina di titoli recenti e recentissimi. In cartellone: "Cosa voglio di più" di Silvio Soldini, "La nostra vita" di Daniele Luchetti, "La bocca del lupo" di Pietro Marcello, "Il compleanno" di Marco Filiberti, "Questione di cuore" di Francesca Archibugi, "L'uomo nero" di Sergio Rubini; "Generazione 1000 euro" di Massimo Venier; "Fortapasc" di Marco Risi; "Cosmonauta" di Susanna Nicchiarelli. Un ricco catalogo, che viene distribuito gratuitamente agli spettatori, accompagna l'iniziativa.

 

Il cinema che non si arrende

 

"Mi chiamo Matteo e sono un luogo comune". E' La battuta con cui si presenta il giovane protagonista di Generazione mille euro, e allude evidentemente al modello di "lavoro a tempo determinato" ormai unanimemente accettato nelle aziende e anche dalle tante indagini statistiche che si limitano a quantificare il disastro. Matteo è un lavoratore "precario" che avrebbe tutte le doti per avere successo o perlomeno per assicurarsi una vita tranquilla, se non fosse nato nel decennio sbagliato, in un'epoca in cui mezzo secolo di conquiste sociali sono quasi svanite nel nulla e dove per la prima volta – lo spiegano i sociologi – i figli sono, e saranno, più poveri dei loro padri.

Generazione mille euro di Massimo Venier affronta con i toni della commedia giovanilistica una realtà amara del nostro tempo e può essere assunto un po' come simbolo della rassegna "Verso Sud 2010", e, più in generale, di quel cinema che, all'interno di una crisi economica profonda e diffusa (che tocca pesantemente anche la cultura), continua a indagare patologie e zone d'ombra della società contemporanea, raccontando storie di giovani e vecchi, di personaggi rassegnati alla sconfitta oppure fiduciosi e non disposti alla resa. Il tema della precarietà sociale, che si riverbera pesantemente sulla vita e addirittura sui sentimenti delle persone, è il legame che tiene insieme molti dei film della rassegna, sia quando parlano del passato più o meno recente (Cosmonauta, L'uomo nero, Fortapasc), sia quando decidono di affrontare l'attualità più stringente e ostile (Cosa voglio di più), sia infine quando indagano e rappresentano il presente con lo sguardo più inclemente del cinema d'autore (La bocca del lupo).

Tutti i film, però, raccontano il disincanto e le ingiustizie, ma anche tanti esempi di solidarietà e le forme di rispetto che rendono una società degna e vivibile. A proposito del passato e del presente, Cosmonauta, opera prima di Susanna Nicchiarelli e una delle autentiche sorprese dell'ultima stagione cinematografica italiana, è ambientato nei primi anni Sessanta (quando Usa e Urss si contendevano la conquista dello spazio) ma racconta soprattutto la storia di una maturazione giovanile che riguarda noi tutti. I due giovani fratelli protagonisti del film, orfani di un padre comunista, sono sinceramente convinti che i valori della Rivoluzione d'Ottobre avrebbero trionfato nel mondo (oltre che nel cosmo), portando pace e prosperità. Non sarà così e arriverà presto il tempo delle disillusioni e delle prove dure della vita.

Una lezione amara e necessaria che insegna a non inseguire le facili illusioni ma anche a coltivare la speranza e la voglia di cambiare. Voglia di resistere fino al sacrificio estremo è il tema di Fortapàsc di Marco Risi, un film che narra una storia vera e che si ricollega alla lezione del grande cinema civile italiano. "Fortapasc" è il termine dialettale che storpia ed evoca il Fort Apache di tanti film di John Ford, rendendo bene l'idea dell'assedio della città di Napoli da parte della criminalità organizzata. E' in questo ambiente difficile e pericoloso, fatto di violenza e omertà, che si muove il giovane giornalista Giancarlo Siani, ucciso a 26 anni solo per aver osato far bene il proprio lavoro. Oggi che il libro e il film Gomorra hanno portato alla ribalta internazionale il fenomeno della camorra e della legalità ferita, acquista ancora più valore il sacrificio di chi, a suo tempo, ha dovuto operare e combattere nel silenzio e nella sottovalutazione di molte istituzioni.

Voglia di resistere alle prove più dure della vita è anche il tema di La bocca del lupo, opera prima di Pietro Marcello, un film di grande impatto stilistico ed emotivo, che racconta le vicende di Mary ed Enzo, due disperati che tentano di salvarsi aggrappandosi solo al loro amore e alla loro solidarietà, sullo sfondo di un degrado sociale e urbanistico (la Genova degli angiporti) che sembra inarrestabile.

Solidarietà e amicizia sono anche gli elementi narrativi portanti di Questione di cuore di Francesca Archibugi, uno dei film di maggiore successo dell'ultima stagione, anche grazie all'interpretazione di due attori bravi e popolari come Kim Rossi Stuart e Antonio Albanese. Il film racconta lo strano legame nato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale, tra un meccanico quasi analfabeta ma generoso e vitale e un intellettuale nevrotico e in crisi. Di fronte alla malattia e alla paura della morte i due si ritrovano fragili e feriti, e scoprono che l'unico modo di reagire al destino è rompere le barriere di classe e mettere a fattore comune sentimenti e risorse. Di particolare rilievo l'ambientazione del film, tutto girato all'estrema periferia di Roma, in un quartiere utilizzato per Accattone da Pier Paolo Pasolini, a cui idealmente il film è dedicato. Un modo di legarsi al passato con nessuna vena nostalgica ma per tenere presenti le radici migliori e proficue.

Voglia di riscoprire le proprie radici è anche il tema centrale di L'uomo nero di Sergio Rubini, uno degli attori italiani più affermati, da tempo diventato anche regista sensibile e originale. L'uomo nero, ambientato nei magnifici scenari del Salento, racconta un viaggio nel mondo dell'infanzia e il difficile rapporto con la figura paterna, quindi parla anche degli inevitabili conflitti generazionali che determinano il destino di ogni uomo. Un viaggio apparentemente autoreferenziale e a ritroso che alla fine si rivela però un confronto potenzialmente aperto alle esperienze degli spettatori.

Film coinvolgente e stilisticamente maturo è Che cosa voglio di più di Silvio Soldini, che racconta un amour fou consumato tra gli impacci e i doveri del quotidiano, e dunque vulnerabile e con il destino segnato. Di particolare rilievo l'interpretazione dei due protagonisti , Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino.

Posizione di spicco nel programma di "Verso Sud 2010" ha sicuramente l'omaggio dedicato al cinema di Ferzan Ozpetek, un autore che nel giro di pochi anni, dall'esordio del 1997 (Il bagno turco) al recente successo di Mine vaganti (2010), passando con estrema naturalezza dai toni della commedia leggera ai drammi più cupi del nostro tempo, ha saputo incontrare un larghissimo favore da parte del pubblico segnalandosi tra i registi più rappresentativi del nuovo cinema italiano. Ancora una volta, la piccola ma significativa selezione di film e di autori proposti da "Verso Sud" si compone di opere divertenti e opere che affrontano temi più drammatici e problematici, opere di autori esordienti e di registi già affermati. Il fine ultimo è come sempre dare un quadro abbastanza attendibile della situazione del cinema che più ci interessa, quello di qualità (pur nei diversi esiti raggiunti) e d'autore, che cerca strade nuove e non insegue le mode e le scorciatoie del successo. Cosa tanto più preziosa in momenti di crisi come il presente, in cui gli uomini e le idee – come i "detective selvaggi" descritti da Bolano – sembrano aver cominciato a camminare all'indietro. Importante confermare che ci sono invece autori, c'è un cinema, c'è un esercizio del pensiero e della creatività che si sforzano di raccontare l'esistente, anche quando è cupo e degradato, e soprattutto riescono a non perdere di vista il punto di partenza da dove veniamo. Che è sempre stato l'obiettivo del cinema migliore e, in piccola parte, anche di questa manifestazione.