
“Cinema, desiderio plurale” è il tema della seconda edizione: otto opere di autori e autrici under 35, incontri, attività per le scuole, laboratori e momenti conviviali per costruire una comunità intorno al cinema. In programma anche un omaggio a Vittorio De Seta e il film palestinese Emergency Studio. Ingresso gratuito.
Fermo, 16 settembre 2026 – Dopo il debutto dello scorso anno, Scintilla Film Festival torna a Fermo dal 25 al 27 settembre 2026 per la sua seconda edizione. Un ritorno che rappresenta una conferma del progetto e, allo stesso tempo, un passo avanti nella costruzione di una rete tra cinema, territorio, giovani autori e comunità locale.
Nata con l’obiettivo di valorizzare le nuove generazioni del cinema italiano e di portare la cultura cinematografica in territori decentrati, la manifestazione torna negli spazi della storica Sala degli Artisti, cinema d’essai riconosciuto a livello nazionale e aderente alla FICE ed Europa Cinemas.
«La seconda edizione di Scintilla nasce dalla volontà di dare continuità a un’esperienza che lo scorso anno ha mostrato quanto sia importante creare occasioni reali di incontro tra giovani autori, pubblico e territorio – raccontano le direttrici artistiche Silvia Magna e Flavia Montini –. Il festival cresce, si consolida la rete di relazioni che stiamo costruendo a Fermo e nelle Marche e si rafforza la nostra idea di un cinema capace non solo di raccontare il presente, ma anche di creare comunità. Per questo abbiamo scelto come tema “Cinema, desiderio plurale”: perché crediamo che il cinema possa essere uno spazio in cui desideri, esperienze e sguardi diversi si incontrano e diventano qualcosa di condiviso».
Cinema, desiderio plurale
Il filo conduttore della seconda edizione sarà “Cinema, desiderio plurale”, un tema che attraversa le otto opere selezionate e interamente dedicate ad autori e autrici italiani under 35.
La selezione propone cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi molto diversi per linguaggi e forme – dal documentario alla finzione, dall’uso delle immagini d’archivio alla sperimentazione – accomunati dalla volontà di interrogare il presente e, soprattutto, il rapporto tra individuo e comunità.
I protagonisti dei film cercano infatti qualcuno con cui condividere un’esperienza, una memoria, una lotta, un desiderio o semplicemente la possibilità di essere riconosciuti. La comunità può essere una famiglia, una scuola, un luogo di lavoro, un quartiere, una città o una relazione tra due persone: ciò che accomuna le opere è l’idea che l’identità individuale si costruisca anche attraverso l’incontro con gli altri.
Ad aprire la selezione sarà Sbagliando s’inventa di Alice Sagrati, seguito da Macchina continua di Ruben Gagliardini, Superbi di Nikola Brunelli, Io e il Secco di Gianluca Santoni, Quello che conta di Agnese Giovanardi, Portuali di Perla Sardella, Le prime volte di Giulia Cosentino e Perla Sardella e Il mio compleanno di Christian Filippi.
Sono storie che attraversano la memoria e il lavoro, la scuola e la famiglia, l’identità e l’appartenenza, il conflitto sociale e il desiderio di futuro. Nel loro insieme compongono un cinema del “noi”, capace di raccontare vicende particolari per parlare di questioni universali.
Un festival che mette in relazione cinema e territorio
A caratterizzare Scintilla è anche la scelta di far vivere agli autori e alle autrici ospiti l’intera esperienza del Festival. I giovani cineasti non sono semplicemente invitati a presentare il proprio film, ma sono ospiti del territorio per tutti e tre i giorni: partecipano agli incontri, alle attività e ai momenti conviviali, entrando in relazione con il pubblico, con la città e con altri professionisti. Le proiezioni saranno infatti seguite da incontri con gli autori e le autrici, con particolare attenzione al formato degli incontri a doppia autorialità, pensati per trasformare il tradizionale confronto con il pubblico in un dialogo tra percorsi, poetiche e visioni differenti.
Ma il rapporto con il territorio passa anche dalla scelta di portare il Festival fuori dalla sala cinematografica e dentro la città. Il programma coinvolge infatti la comunità locale attraverso una visita guidata a Fermo, realizzata in collaborazione con l’associazione Spazio Betti e con il sostegno del Comune di Fermo, una sessione dedicata alle scuole superiori del territorio, pensata per mettere in dialogo giovani spettatori e giovani cineasti, e un laboratorio artistico per bambine e bambini dai 6 ai 9 anni, condotto dall’illustratore Marco Leoni, autore anche del manifesto del Festival.
Sabato sera, infine, un aperitivo aperto alla cittadinanza, accompagnato da musica e cibo e curato da 180 Gradi, porterà il Festival in un contesto ancora più informale e conviviale. Un insieme di attività che rafforza la vocazione di Scintilla a essere non soltanto una rassegna cinematografica, ma uno spazio aperto alla città, capace di creare occasioni di incontro, partecipazione e relazione.
Lo sguardo oltre la selezione: Emergency Studio
Accanto alla selezione ufficiale, Scintilla Film Festival propone Emergency Studio, cortometraggio dei filmmaker palestinesi Ahmed Hussein Younes e Ali Imad Alhamarna, dedicato alla storia della giovane pittrice Marah Khalid nella Striscia di Gaza.
Il film, finalista nella sezione “Gaze on Gaza” del Nazra Palestine Short Film Festival, racconta la creatività come forma di resistenza: in un contesto segnato dal conflitto e dalla precarietà, la pittura diventa per Marah uno strumento di sopravvivenza, elaborazione del trauma e conservazione della memoria della propria comunità.
La scelta di inserirlo nel programma, pur al di fuori della selezione dedicata agli autori italiani under 35, nasce dalla volontà di ampliare lo sguardo del Festival e di mettere in dialogo la sua storia con il tema “Cinema, desiderio plurale”: anche qui l’arte diventa uno spazio di relazione, resistenza e affermazione di un’identità collettiva.
L’omaggio a Vittorio De Seta
Come nella prima edizione, Scintilla si aprirà con un omaggio a un grande autore del cinema italiano. Quest’anno la scelta cade su Vittorio De Seta, maestro del realismo poetico e dell’osservazione sociale, il cui cinema rappresenta un riferimento particolarmente significativo per le nuove generazioni di cineasti.
La proiezione di alcuni cortometraggi raccolti ne Il mondo perduto inaugurerà il Festival nel segno di uno sguardo capace di raccontare luoghi, persone e comunità con attenzione al reale, impegno civile e ricerca formale.
Gli otto film: storie individuali che diventano un racconto collettivo
Sbagliando s’inventa – Alice Sagrati
Una telefonata arrivata per errore mette in contatto Mario, un uomo solitario e nostalgico, con una favola di Gianni Rodari. Da questo incontro casuale nasce un percorso tra memoria, fantasia e desiderio di relazione, in cui l’immaginazione riapre possibilità apparentemente perdute.
Macchina continua – Ruben Gagliardini
La possibile chiusura della storica cartiera di Fabriano diventa il punto di partenza per raccontare il rapporto tra lavoro, territorio e trasformazione sociale. Attraverso memoria industriale e sperimentazione visiva, il film riflette sulla perdita di controllo sulle realtà produttive locali e sul desiderio di preservare una comunità.
Superbi – Nikola Brunelli
Ad Ascoli Piceno, la crisi di una storica attività familiare produttrice di olive ascolane si intreccia con l’arrivo di un giovane concorrente, Ismail. Una commedia che, attraverso ironia e conflitto tra generazioni, racconta identità, appartenenza e trasformazione, mettendo in dialogo tradizione e nuove idee di futuro.
Io e il Secco – Gianluca Santoni
Denni, un bambino di dieci anni che vive in una situazione di violenza familiare, incontra il Secco, un piccolo criminale tanto inesperto quanto inadatto al ruolo di sicario che il bambino gli ha affidato. Da una situazione drammatica nasce un inatteso sodalizio, in un racconto di formazione che intreccia dolore, ironia e possibilità di cambiamento.
Quello che conta – Agnese Giovanardi
Un professore di matematica della provincia di Palermo diventa il protagonista di un racconto sulla scuola pubblica italiana, tra solitudine, dedizione agli studenti e ricerca di un nuovo modello educativo. Il film mette al centro il rapporto tra adulti e adolescenti e il desiderio di costruire uno spazio di educazione fondato sull’ascolto e sulla partecipazione.
Portuali – Perla Sardella
Attraverso quattro anni di vita del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, il documentario racconta scioperi, battaglie sindacali, antimilitarismo e rivendicazioni sulla sicurezza sul lavoro. Il porto diventa così il luogo in cui il conflitto sociale si intreccia con il desiderio di organizzarsi, stare insieme e immaginare collettivamente un futuro diverso.
Le prime volte – Giulia Cosentino e Perla Sardella
Due lettere immaginate raccontano la storia di Emilia e Caterina, due donne che ripercorrono l’infanzia trascorsa insieme in un collegio femminile e il loro primo amore. Attraverso la riscrittura di immagini d’archivio del cinema amatoriale, il film restituisce una prospettiva femminile a una memoria originariamente costruita attraverso uno sguardo maschile.
Il mio compleanno – Christian Filippi
Riccardino sta per compiere diciotto anni nella casa famiglia in cui vive quando decide di fuggire per raggiungere la madre, dalla quale è separato da quattro anni. Nato da un laboratorio di scrittura condotto dal regista in alcune case famiglia romane, il film affronta il passaggio all’età adulta, il bisogno di appartenenza e la ricerca di una propria identità.
Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
SCINTILLA FILM FESTIVAL – II EDIZIONE
📅 25–27 settembre 2026
📍 Sala degli Artisti, Fermo
🎬 Proiezioni e attività a ingresso gratuito
Ideazione e direzione artistica: Silvia Magna, Flavia Montini
Organizzazione: Emanuele Redondi
Sala cinema: Andrea Cardarella
Social media manager: Roberto Ranucci / Gianluca Mantini
Illustrazione manifesto: Marco Leoni
INFO
filmfestivalscintilla@gmail.com
Mob: Silvia Magna 349/2516221
INSTAGRAM: scintilla_filmfest
