Schede Film

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Into paradiso (2011)

Regia: Paola Randi
Sceneggiatura: Antonella A. Paolini, Paola Paolini, Luca Infascelli, Chiara Barzini
Fotografia: Mario Amura
Montaggio: Gianni Vezzosi
Scenografia: Paki Meduri
Musica: Fausto Mesolella
Produzione: Fabrizio Mosca für Acaba Produzioni
Interpreti: Gianfelice Imparato (Alfonso D’Onofrio), Saman Anthony (Gayan), Peppe Servillo (Vincenzo Cacace), Eloma Ran Janz (Giacinta), Gianni Ferreri (Colasanti), Shatzi Mosca (Venezia)
Durata film: 104 minuti

 

 

 

 

Sinossi: Alfonso, timido e impacciato scienziato napoletano disoccupato, e Gayan, affascinante ex campione di cricket srilankese che non ha più un soldo e che è giunto a Napoli in cerca del Paradiso, si troveranno loro malgrado obbligati a convivere in una catapecchia eretta abusivamente sul tetto di un palazzo nel cuore del quartiere srilankese della città partenopea. La paradossale situazione farà nascere tra i due una speciale amicizia che li aiuterà a trovare il coraggio di cambiare il loro destino per sempre.

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La prima cosa bella (2010)

Regia: Paolo Virzì
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Francesco Piccoli, Paolo Virzì
Fotografia: Nicola Pecorini
Montaggio: Simone Manetti
Scenografia: Tonino Zera
Musica: Carlo Virzì
Produzione: Fabrizio Donvito, Marco Cohen, Benedetto Habib, Paolo Virzì, Carlo Virzì für Indiana Production, Medusa Film, Motorino Amaranto
Interpreti: Micaela Ramazzotti (Anna), Valerio Mastandrea (Bruno), Claudia Pandolfi (Valeria), Marco Messeri (il Nesi), Stefania Sandrelli, Aurora Frasca, Giacomo Bibbiani, Giulia Burgalassi, Francesco Rapalino, Isabella Cecchi, Sergio Albelli
Durata film: 116 Minuti

 

 

Sinossi: Livorno, anni '70. Anna Nigiotti è una giovane e bellissima mamma ignara delle attenzioni maliziose che le rivolgono gli uomini e che suscitano, invece,i sospetti rabbiosi di suo marito Mario e la vergogna del primogenito Bruno. Anni dopo, Anna è gravemente ammalata ed è giunta al capolinea della sua vivace seppur travagliata esistenza, ma la sua irresistibile e contagiosa vitalità le consente di vivere serenamente questo momento così difficile. Bruno, invece, ha ormai tagliato i ponti con la sua città, la famiglia e il passato tanto che accetta malvolentieri il richiamo di sua sorella Valeria per andare a dare l'ultimo saluto alla madre. Riluttante e senza entusiasmo, Bruno arriva a Livorno, ma l'incontro, dopo tanti anni, con quella mamma esplosiva, ancora bella e vivacissima, che a dispetto delle prognosi mediche sembra non aver nessuna intenzione di morire, costringe Bruno a rievocare le vicissitudini familiari che aveva voluto a tutti i costi dimenticare. Il ricordo delle peripezie vissute insieme alla mamma allegra e incosciente, unito a una serie di matrimoni e separazioni a sorpresa e a una scoperta scioccante, condurranno tutti i protagonisti a una inaspettata quanto necessaria riconciliazione.

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Lo spazio bianco (2009)

Regia: Francesca Comencini
Sceneggiatura: Francesca Comencini, Federica Pontremoli, dal romanzo di Valeria Parrella
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Massimo Fiocchi
Scenografia: Paola Comencini
Musica: Nicola Tescari
Produzione: Domenico Procacci, Laura Paolucci für Fandango
Interpreti: Margherita Buy (Maria), Gaetano Bruno (Giovanni Berti), Giovanni Ludeno (Fabrizio), Antonia Truppo (Mina), Guido Caprino (Pietro), Salvatore Cantalupo, Maria Pajato
Durata: 98 minuti

 

 

Sinossi: Maria ha più di quarant'anni ma non li dimostra, insegna in una scuola serale, è una donna libera, dinamica. Ha l'arroganza di chi ha superato la condizione di partenza con la determinazione, china sui libri che le hanno permesso di stabilire le sue certezze tra un padre rigidamente comunista e una madre cattolica. Quando al sesto mese di gravidanza Maria partorisce una figlia che, come le dice il medico, "potrebbe morire subito, o sopravvivere con gravi handicap, oppure stare bene, lei lo sa?" è messa di fronte alla necessità di colmare il vuoto tra il tempo canonico della gravidanza e quello dell'avvenuta nascita della figlia. Maria allora scopre che quello che non sa proprio fare è aspettare. Tenta di farlo, soprattutto leggendo libri, strategia che conosce bene e che le ha sempre permesso di isolarsi dal resto del mondo. Ma questa volta è proprio la lettura che rischia di mettere in crisi le sue certezze, la sua identità. Intanto intorno a lei continua la sua corsa la città, che si percepisce attraverso la scuola serale o gli avvenimenti all'ospedale. Maria arriva a rendersi conto che il suo consueto spazio bianco è ormai svuotato e che la vita vera non è quella che lei finora ha visto da lì. E poi che cosa significa davvero vivere? Non resta che l'attesa, che è tutta sua, a cui forse vale la pena di addestrarsi.

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L'uomo che verrà (2010)

Regia: Giorgio Diritti
Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedroni
Fotografia: Roberto Cimatti
Montaggio: Giorgio Diritti, Paolo Marzoni
Scenografia: Giancarlo Basili
Musica: Marco Biscarini, Daniele Furlati
Produzione: Simone Bachini, Giorgio Diritti für Arancia Film
Interpreti: Alba Rohrwacher (Beniamina), Maya Sansa (Lena), Claudio Casadio (Armando), Greta Zuccheri Montanari (Martina), Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni, Orfeo Orlando, Diego Pagotto, Bernardo Bolognesi
Durata film: 117 minuti

 

 

Sinossi: 1943/1944. Martina ha 8 anni ed è l'unica figlia di una coppia di poveri contadini. La sua famiglia vive in un paesino alle pendici di Monte Sole e la bambina ha smesso di parlare qualche anno prima quando il suo fratellino è morto dopo pochi giorni di vita. La sua mamma è di nuovo incinta e Martina trascorre le sue giornate aspettando e sognando il suo 'nuovo' fratellino. Nel frattempo la vita diventa ogni giorno più difficile: il paesino dove vivono è stretto tra le brigate partigiane del comandante Lupo e i nazisti che avanzano e diventa sempre più impossibile non fare i conti con la realtà della guerra. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1944 finalmente nasce il bambino e poche ore dopo le SS iniziano un rastrellamento senza precedenti. E' l'inizio di quella che verrà ricordata come la strage di Marzabotto in cui persero la vita 780 civili, in maggioranza donne e bambini.